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Le prime opere di Filippo Fantini nascono dall’incontro tra gesto creativo, formazione professionale e materiale quotidiano. L’utilizzo di scatole da imballaggio come supporto rappresenta l’inizio della sua esplorazione artistica, una fase in cui la tridimensionalità si configura come elemento centrale insieme alla ricerca formale e materica.

Queste composizioni non sono pensate come sculture, ma piuttosto come piccoli plastici, quasi modelli architettonici: seppur liberi dalle costrizioni del reale, rivelano fin da subito l’influenza della sua formazione professionale.

L’adozione delle scatole – recuperate direttamente dagli scarti del consumo quotidiano, semplici e accessibili – instaura una riflessione più ampia sull’autenticità e sull’immediatezza del gesto artistico. L’opera prende forma a partire da ciò che è disponibile, naturale, vissuto. Tagliare, incollare e assemblare sono azioni che richiamano il bagaglio tecnico dell’artista, ma anche un’esigenza espressiva primaria, diretta, istintiva.

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