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bio

Animato da un profondo desiderio di connessione con il mondo, Filippo Fantini si è sempre lasciato stimolare da una grande curiosità per tutte le espressioni artistiche, facendo dell’architettura la propria professione.

 

La passione per le forme, i colori e la materia – evidente già nella sua pratica progettuale – si traduce poi in un’impellente necessità di espressione personale che lo porta a frequentare collettivi di artisti e ad approdare all’assemblaggio come forma espressiva ideale. Infatti, se da un lato tale forma si pone in continuità con l’architettura per la centralità della progettualità e della materia, dall’altro la natura libera ed evolutiva del processo gli permette di superare i limiti imposti dalla funzionalità e di seguire il flusso creativo fino a scoprire un’opera inaspettata.
 

Dal 2010 al 2017, ha fatto parte di Baubaus, collettivo milanese guidato da Patrizio Raso. Con questo gruppo, ha partecipato a numerosi progetti di arte esperienziale e ha intrapreso una ricerca volta a esorcizzare l’estraneità dell’arte contemporanea rivendicandone il ruolo attivo nella società. Ha successivamente partecipato alla mostra collettiva No Place a Santo Stefano di Magra nel 2018 con Museo Teo. Nel 2025 ha avuto luogo la sua prima retrospettiva presso lo Studio Sanna a Milano. Le sue opere
fanno oggi parte di numerose collezioni private italiane.

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